Intervista ad Augusto Coppola, direttore del programma di accelerazione di LUISS EnLabs

Per aiutarvi a capire cos’è, come funziona e per chi è pensato il programma del nostro acceleratore di startup LUISS ENLABS abbiamo rivolto qualche domanda ad Augusto Coppola, che ne è il direttore.

Che cosa significa accelerare e qual è l’obiettivo del programma di accelerazione di LUISS ENLABS?

L’obiettivo è prendere team con un prototipo e portarli a fatturare con clienti reali entro cinque mesi. Mentre facciamo questo prepariamo il team per chiudere un nuovo round di investimento fra 250 e 500 mila euro entro tre mesi dalla fine del programma di accelerazione, a una valutazione pre-money fra 800 mila euro e 2 milioni di euro. Accelerare per noi significa moltiplicare oggettivamente da due a cinque volte il valore iniziale della startup permettendo a investitori terzi di finanziare ulteriormente la crescita senza diluire troppo i founder.

A quale stadio di sviluppo una startup dovrebbe cercare il supporto di un acceleratore?

La startup che si rivolge a LUISS ENLABS deve avere un team quasi completo. Che ci siano dei buchi va bene, ma non degli strappi. Devono esserci back end, front end e marketer. Oppure un full stack developer molto in gamba e un altra persona che si occupi della strategia. È fondamentale avere prototipo funzionante e che dimostri che si sta lavorando da tempo sul progetto, che sono stati investiti soldi e tempo, che il team sa fare quello che vuole fare e soprattutto che in tempi rapidi sia possibile uscire con una beta privata. Questo è il livello minimo, tutto quello che è di più è un plus. Se hai solo un’idea non ti puoi presentare. Se sei da solo, ti chiediamo di creare un team. Non pretendiamo che chi applica abbia già traction, ma se ce l’hai è più facile che ti prendiamo.

Quali sono, in concreto, i vantaggi che una startup accelerata può avere nei confronti delle non accelerate?

Sono diversi. Il primo è l’investimento: 30 mila euro cash per fare quello che ti pare, più 30 mila euro di servizi reali, concreti, al di là dell’ufficio e di Internet. LUISS ENLABS ti mette a disposizione un know how per controllare in maniera attenta quello che stai facendo. Negli ultimi tre programmi di accelerazione nessuna startup ha mancato di raggiungere gli obiettivi fissati. Significa che il metodo funziona. Poi c’è il network. LUISS ENLABS è un posto che per numero di advisor e di partner riesce a velocizzare moltissimo il tempo che ci vuole per raggiungere il mercato. Tutte le startup degli ultimi 3 programmi di accelerazione hanno iniziato a fatturare, con clienti veri e reali, prima di concludere il percorso. Questo non significa che abbiano avuto successo, ma fa sì che più dell’80 per cento di chi entra in LUISS ENLABS riesca a raccogliere un investimento da terzi quando esce di qui. Infine, noi siamo un investitore e come tutti gli investitori conosciamo bene questo mondo e siamo in grado di aiutarti a capire chi è più adatto a te e a entrarci in contatto.

Molti pensano che sia meglio andare all’estero. Cosa rispondi?

Uno dovrebbe andare negli acceleratori migliori senza farsi vincere dalla nostalgia per il proprio paese o affascinare da città straniere. Bisogna guardare i risultati concreti, come il success rate del programma di accelerazione e la percentuale di startup finanziate da terzi, cioè non da soggetti connessi al programma di accelerazione. Da questi punti di vista, LUISS ENLABS in Europa è fra i primissimi e negli ultimi anni abbiamo avviato partnership anche oltre Oceano con realtà come Y Combinator. E poi va preso in considerazione il deal: noi offriamo 60 mila euro in cambio del 10 per cento e questo è un ottimo deal.

Quali sono le difficoltà più comuni che hai riscontrato nelle startup con cui hai lavorato?

I problemi delle startup italiane sono essenzialmente tre: mentalità, attenzione a numeri e risultati e capacità di capire che molti vincoli che si pongono non sono oggettivi. Un errore comune è cercare valori medi, anziché rendersi conto che nel mondo delle startup o le cose funzionano o non funzionano.

Quali sono i risultati concreti che le startup accelerate in LUISS ENLABS hanno prodotto?

Prendiamo quelle che stanno facendo il programma ora e che sono al terzo mese su cinque. Filo a oggi in preordine ha venduto quasi il doppio dei pezzi che avevamo come obiettivo. In Italia ha venduto più di Tile, che ha fatto lo scorso anno un crowdfunding mostruoso e ancora non ha inviato il prodotto. Invece Filo verrà commercializzato a fine mese e abbiamo già richieste di investimento da business angel. Tutored, che è in beta privata, è già la piattaforma di ripetizioni più nota di Roma e sta entrando su Milano. Stanno già fatturando, ben oltre le nostre aspettative. Inoltre stanno già facendo accordi con Airbnb e Spotify e i portali del gruppo Banzai. Tiassisto24 ha appena lanciato la beta privata in sei città e sta fatturando molte migliaia di euro al mese.

Qual è il contributo degli advisor alla crescita delle startup di LUISS ENLABS?

Basta guardare i nomi del nostro board di advisor per capire che il livello è pazzesco. Non si tratta però di nomi che stanno solo sul sito, ma persone attive nel dare supporto alle nostre startup. I nostri advisor entrano in alcune startup e aprono tutta la loro rete di relazioni. Questo già in diversi casi ha portato a chiudere partnership importanti in tempi inusuali per l’Italia. Siccome poi è gente che in molti casi ha fatto startup, sono in grado di aiutarle nel definire meglio la programmazione strategica. I nostri advisor o sono investitori o persone con grande credibilità presso gli investitori e quindi facilitano moltissimo il fund raising. Insomma, tutti hanno un forte coinvolgimento nella vita dell’acceleratore.