Marketing, turismo, sanità, giustizia, rigenerazione urbana. Tutti cavalcano l’onda dell’Intelligenza Artificiale: una tecnologia innovativa e sempre più reale.

di Mary Tagliazucchi

Intelligenza Artificiale. Tutti ne parlano, ma pochi – nonostante il costante fermento attorno a questo tema – sanno davvero cosa sia.

In sostanza l’Artificial Intelligence non è altro che l’abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi o svolgere compiti e attività tipici della mente e dell’abilità umane.

Nel settore informatico invece è la disciplina che si occupa di mettere a punto macchine (hardware e software) in grado di poter agire autonomamente. La sua capacità di analisi in tempi brevi di enormi quantità di dati e di qualsiasi forma hanno da sempre attirato l’attenzione di tutta la comunità scientifica che, dal 1943 ad oggi, non è mai scemata. Warren McCulloch e Walter Pitt furono tra i primi a proporre il primo neurone artificiale. Nel 1949 ci pensò Donald Olding Hebb psicologo canadese a spiegare dettagliatamente in un libro i particolari collegamenti tra neuroni artificiali ed i complessi modelli del cervello umano.

A tutt’oggi l’attenzione e lo sviluppo sull’argomento proseguono creando, di volta in volta, nuovi e interessanti scenari. Non a caso ‘giganti del web’ come Facebook, Google, Amazon, Apple e Microsoft da tempo cercano di portare al loro interno le startup più innovative nel campo dell’AI.

Come riportato qualche giorno fa dal Wall Street Journal, gli educatori americani sono da tempo al lavoro per insegnare ai ragazzi a diventare consumatori responsabili di questa tecnologia. La dottoressa Blakeley H. Payne, assistente al MIT Media Lab (dove si occupa di etica dell’Intelligenza Artificiale), è riuscita ad insegnare concetti come la parzialità algoritmica e il deep learning, l’apprendimento profondo a 250 studenti della scuola media David E. Williams a Corapolis vicino Pitsburgh.

A Roma invece, nel quartiere multiculturale di Torpignattara, è nato un ‘bimbo’ speciale: IAQOS, piccola intelligenza artificiale creata da Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, due artisti vincitori del bando periferIA Intelligente, promosso dalla direzione generale Arte e Architetture contemporanee e periferie urbane del MiBAC.

Ideato per stringere relazioni empatiche con gli abitanti del quartiere è capace di stabilire relazioni con le persone nello spazio pubblico, e di raccogliere dati in maniera non intrusiva per comprendere la società e proporre interventi costruttivi. Ma come ha appreso queste nozioni e questi collegamenti? Attraverso workshop, in cui i partecipanti sono stati chiamati a istruire IAQOS; interagendo sui social e attraverso interventi di “guerrilla” nel quartiere dove sono state rilasciate le IAQOS-box, scatole con fogliettini su cui chiunque può rilasciare messaggi scritti nella lingua preferita (IAQOS ne conosce ben 54), immagini, disegni, che poi vengono dati in pasto all’intelligenza artificiale.

Due robot umanoidi sono già operativi al Gran Caffè di Rapallo: capaci di servire fino a 60 tavoli. Se durante le loro attività vengono intralciati dal passaggio di qualche avventore, avvisano educatamente ma attenzione a maltrattarli o ad offenderli, il loro risentimento sarà immediato.

Nientemeno in Estonia il Ministero della Giustizia – grazie ad uno speciale team – ha fatto creare un sistema di Intelligenza Artificiale capace addirittura di svolgere la funzione di giudice per risolvere controversie giudiziarie in cause di modesta entità.

Questo mentre USA e Cina si scontrano in una vera e propria “trade war tecnologica” dove, al momento, a vincere è la nazione asiatica che – al contrario degli americani – secondo i dati riportati dal quotidiano La Repubblica, nell’ultimo quadriennio ha quasi raddoppiato gli investimenti guadagnando 5,8 trilioni di yen (circa 47milioni di euro con all’attivo 22.000 imprese) sul biotech e, guarda caso,l’Intelligenza Artificiale. Le ultime statistiche dicono che ogni giorno – solo nella zona di Zhongguancun –  nascono 80 nuove startup. Gli USA al contrario affrontano un periodo di  stallo (a causa di ritrosie etiche interne al paese) crescendo solo del 10%.

Massima attenzione anche in Italia da parte di LVenture Group che, nella seconda edizione del programma di Pre-Accelerazione dedicato allo scouting di talenti e allo sviluppo di startup nel campo dell’AI,in soli tre mesi è riuscita a presentare, sostenere e avviare (durante il Grand Finale di AI WorkLab 2.0)ben 9 startup in un settore sempre più decisivo nel mondo delle imprese e delle istituzioni.

Tra queste c’è MyTutela, l’app per la sicurezza personale gratuita.Nata per tutelare le vittime di stalking, molestie e bullismo, grazie all’AI raccoglie e conserva file digitali (telefonate, chat, foto e video), in modalità forense, garantendo l’autenticità e l’immodificabilità delle prove con una firma digitale. Insieme ad un’analisi testuale dei contenuti per l’individuazione del tipo di reato commesso, è di fatto uno strumento efficace che, attraverso un semplice smartphone, diventa il miglior alleato delle donne (e non solo).

Nel campo della digital health, Confirmo è la prima e unica app per il consenso informato a norma di legge. Un software che affianca il medico e la struttura sanitaria nel processo relativo al consenso informato permettendo di gestire l’erogazione delle informazioni, la valutazione della comprensione e l’acquisizione del documento in modo semplice, digitale, certificato e multimediale.

Anche il turismo – volano economico d’eccellenza in Italia – si adegua e rinnova, cavalcando l’onda dell’Intelligenza Artificiale grazie a Monugram, lo ‘Shazam’ dei monumenti che, attraverso i suoi algoritmi, descrive nell’immediato le opere scattate in una foto, proponendo al contempo le migliori attività turistiche connesse.