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Accordo con TIM Ventures per investimenti congiunti

Siamo lieti di annunciare oggi la chiusura di un nuovo e strategico accordo di LVenture Group con TIM Ventures. L’accordo prevede di valutare congiuntamente nuove opportunità di investimento in startup innovative.

In particolare, LVenture Group e TIM Ventures si impegnano a realizzare incontri periodici di valutazione di proposte di co-investimento in startup innovative: a tal fine sarà costituito un gruppo di lavoro che si riunirà con cadenza semestrale per valutare l’opportunità di realizzare specifici accordi di investimento congiunto.

La collaborazione nella valutazione dei progetti imprenditoriali e nell’investimento è la chiave per il successo delle startup sui mercati nazionali e internazionali” ha dichiarato Luigi Capellofounder e amministratore delegato di LVenture Group.

TIM Ventures è il primo Corporate Venture Capital italiano. Una società agile che si muove con la versatilità di un VC e al tempo stesso con la forza di una grande azienda paese: Telecom Italia. TIM Ventures lavora e valorizza il dealflow creato da TIM #WCAP Accelerator, incubatore certificato MISE, che seleziona startup innovative in ambito Internet, digital life, e-learning, mobile evolution, e-health, green solutions.

In un periodo di veloce cambiamento, stringere accordi con altri operatori del settore è di fondmentale importanza – ha affermato Salvo Mizzi, amministratore delegato di TIM Ventures e ideatore del progetto Working Capital – È questo il senso della nostra partnership con LVenture Group”.

Startup news: Qurami ha chiuso un round da €590k con la partecipazione di UniCredit

È raro che una banca investa in startup. Eppure a volte accade. Come nel caso di Qurami, uno dei primi investimenti del portfolio LVenture Group. Grazie ai risultati raggiunti in questi ultimi anni, Qurami è riuscita ad attrarre l’interesse di un grande gruppo bancario come UniCredit. Oggi la firma a chiusura del round da 590 mila euro cui ha partecipato UniCredit insieme a LVenture Group e altri business angel.

“La decisione di un grande gruppo come Unicredit di investire su Qurami ci riempie di orgoglio. Per noi non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza – ha detto Roberto Macina, CEO della startup – Dal 2011 Qurami si è imposta sul mercato come una delle soluzioni più innovative per il miglioramento dei servizi e della qualità di vita nelle future smart cities. Ora, grazie al supporto di un colosso internazionale come UniCredit, vogliamo ampliare i confini del nostro business, puntando a nuovi mercati e a nuove soluzioni sempre più innovative”

Qurami è un’azienda che offre una soluzione tecnologica che consente a chiunque abbia uno smartphone di prendere un biglietto digitale per fare la fila senza effettivamente stare in coda. L’app di Qurami consente all’utente di conoscere il numero di persone davanti a sé e il tempo di attesa stimato. All’avvicinarsi del proprio turno, una notifica push viene inviata direttamente attraverso lo smartphone.

La soluzione di Qurami è già stata adottata dai comuni di Roma, Firenze e Trieste, dalle università di Roma e Padova e da diverse strutture ospedaliere e clienti esteri come BAC – Banca Costarica e Cable & Wireless di Panama. Fra gli altri riconoscimenti, lo scorso gennaio Qurami, che lavora all’interno del nostro acceleratore LUISS EnLabs, ha vinto la settima edizione dello UK-Italy Business Awards, un premio assegnato da UK Trade & Investment (UKTI), agenzia del governo britannico.

Per Luigi Capello, founder e CEO di LVenture Group, “Il fatto che UniCredit abbia scelto Qurami come primo investimento del programma Start Lab ci riempie di soddisfazione rappresentando uno sviluppo concreto della nostra strategia di crescita nel lungo periodo. Questa partnership è infatti in grado di supportare la crescita sui mercati nazionali e internazionali delle startup in portafoglio e di incrementarne la capacità di fund-raising. Consente inoltre a LVenture Group di aumentare le capacità di co-investimento con un partner di livello internazionale”.

“Siamo orgogliosi di sostenere per la prima volta con un investimento diretto una delle startup coinvolte in UniCredit Start Lab – ha osservato Gabriele Piccini, Country Chairman Italy di UniCredit – In questa prima edizione del programma numerose startup operanti in diversi settori, dal Life Science all’ICT, dal Made in Italy al Cleantech, si sono distinte per la capacità di cogliere esigenze di mercato e tradurle in idee imprenditoriali. Noi vogliamo favorire lo sviluppo di queste realtà che fanno dell’innovazione un pilastro della propria attività e adoperarci concretamente per contribuire, anche in questo modo, alla crescita della nostra economia”.LinkedInFacebookTwittergoogle_plusEmail

Intervista ad Augusto Coppola, direttore del programma di accelerazione di LUISS EnLabs

Per aiutarvi a capire cos’è, come funziona e per chi è pensato il programma del nostro acceleratore di startup LUISS ENLABS abbiamo rivolto qualche domanda ad Augusto Coppola, che ne è il direttore.

Che cosa significa accelerare e qual è l’obiettivo del programma di accelerazione di LUISS ENLABS?

L’obiettivo è prendere team con un prototipo e portarli a fatturare con clienti reali entro cinque mesi. Mentre facciamo questo prepariamo il team per chiudere un nuovo round di investimento fra 250 e 500 mila euro entro tre mesi dalla fine del programma di accelerazione, a una valutazione pre-money fra 800 mila euro e 2 milioni di euro. Accelerare per noi significa moltiplicare oggettivamente da due a cinque volte il valore iniziale della startup permettendo a investitori terzi di finanziare ulteriormente la crescita senza diluire troppo i founder.

A quale stadio di sviluppo una startup dovrebbe cercare il supporto di un acceleratore?

La startup che si rivolge a LUISS ENLABS deve avere un team quasi completo. Che ci siano dei buchi va bene, ma non degli strappi. Devono esserci back end, front end e marketer. Oppure un full stack developer molto in gamba e un altra persona che si occupi della strategia. È fondamentale avere prototipo funzionante e che dimostri che si sta lavorando da tempo sul progetto, che sono stati investiti soldi e tempo, che il team sa fare quello che vuole fare e soprattutto che in tempi rapidi sia possibile uscire con una beta privata. Questo è il livello minimo, tutto quello che è di più è un plus. Se hai solo un’idea non ti puoi presentare. Se sei da solo, ti chiediamo di creare un team. Non pretendiamo che chi applica abbia già traction, ma se ce l’hai è più facile che ti prendiamo.

Quali sono, in concreto, i vantaggi che una startup accelerata può avere nei confronti delle non accelerate?

Sono diversi. Il primo è l’investimento: 30 mila euro cash per fare quello che ti pare, più 30 mila euro di servizi reali, concreti, al di là dell’ufficio e di Internet. LUISS ENLABS ti mette a disposizione un know how per controllare in maniera attenta quello che stai facendo. Negli ultimi tre programmi di accelerazione nessuna startup ha mancato di raggiungere gli obiettivi fissati. Significa che il metodo funziona. Poi c’è il network. LUISS ENLABS è un posto che per numero di advisor e di partner riesce a velocizzare moltissimo il tempo che ci vuole per raggiungere il mercato. Tutte le startup degli ultimi 3 programmi di accelerazione hanno iniziato a fatturare, con clienti veri e reali, prima di concludere il percorso. Questo non significa che abbiano avuto successo, ma fa sì che più dell’80 per cento di chi entra in LUISS ENLABS riesca a raccogliere un investimento da terzi quando esce di qui. Infine, noi siamo un investitore e come tutti gli investitori conosciamo bene questo mondo e siamo in grado di aiutarti a capire chi è più adatto a te e a entrarci in contatto.

Molti pensano che sia meglio andare all’estero. Cosa rispondi?

Uno dovrebbe andare negli acceleratori migliori senza farsi vincere dalla nostalgia per il proprio paese o affascinare da città straniere. Bisogna guardare i risultati concreti, come il success rate del programma di accelerazione e la percentuale di startup finanziate da terzi, cioè non da soggetti connessi al programma di accelerazione. Da questi punti di vista, LUISS ENLABS in Europa è fra i primissimi e negli ultimi anni abbiamo avviato partnership anche oltre Oceano con realtà come Y Combinator. E poi va preso in considerazione il deal: noi offriamo 60 mila euro in cambio del 10 per cento e questo è un ottimo deal.

Quali sono le difficoltà più comuni che hai riscontrato nelle startup con cui hai lavorato?

I problemi delle startup italiane sono essenzialmente tre: mentalità, attenzione a numeri e risultati e capacità di capire che molti vincoli che si pongono non sono oggettivi. Un errore comune è cercare valori medi, anziché rendersi conto che nel mondo delle startup o le cose funzionano o non funzionano.

Quali sono i risultati concreti che le startup accelerate in LUISS ENLABS hanno prodotto?

Prendiamo quelle che stanno facendo il programma ora e che sono al terzo mese su cinque. Filo a oggi in preordine ha venduto quasi il doppio dei pezzi che avevamo come obiettivo. In Italia ha venduto più di Tile, che ha fatto lo scorso anno un crowdfunding mostruoso e ancora non ha inviato il prodotto. Invece Filo verrà commercializzato a fine mese e abbiamo già richieste di investimento da business angel. Tutored, che è in beta privata, è già la piattaforma di ripetizioni più nota di Roma e sta entrando su Milano. Stanno già fatturando, ben oltre le nostre aspettative. Inoltre stanno già facendo accordi con Airbnb e Spotify e i portali del gruppo Banzai. Tiassisto24 ha appena lanciato la beta privata in sei città e sta fatturando molte migliaia di euro al mese.

Qual è il contributo degli advisor alla crescita delle startup di LUISS ENLABS?

Basta guardare i nomi del nostro board di advisor per capire che il livello è pazzesco. Non si tratta però di nomi che stanno solo sul sito, ma persone attive nel dare supporto alle nostre startup. I nostri advisor entrano in alcune startup e aprono tutta la loro rete di relazioni. Questo già in diversi casi ha portato a chiudere partnership importanti in tempi inusuali per l’Italia. Siccome poi è gente che in molti casi ha fatto startup, sono in grado di aiutarle nel definire meglio la programmazione strategica. I nostri advisor o sono investitori o persone con grande credibilità presso gli investitori e quindi facilitano moltissimo il fund raising. Insomma, tutti hanno un forte coinvolgimento nella vita dell’acceleratore.

Investor Day: 5 startup e una platea di investitori da convincere

Una sala colma di investitori, manager, banchieri, giornalisti e sette minuti a disposizione per raccontare la propria startup. È l’Investor Day, l’atteso evento che si è tenuto ieri a LUISS ENLABS, a conclusione del quarto programma di accelerazione del nostro acceleratore d’impresa.

L’obiettivo? Far incontrare domanda e offerta di investimenti in startup innovative.

Provate solo a immaginare cosa potrebbero fare questi ragazzi, che in soli cinque mesi con la loro tenacia, caparbietà e competenza sono arrivati a questi risultati, se solo avessero a disposizione investimenti più consistenti…” così ha detto Augusto Coppola, direttore dell’acceleratore, presentando le cinque startup:

Snapback, Spotonway, Thingarage, wineOwine, Zenfeed.

Dopo il tradizionale saluto di benvenuto di Luigi Capello, CEO di LVenture Group, è salito sul palco Naor Gilon, ambasciatore d’Israele a Roma, che ha presentato lo Startup Tel Aviv Bootcamp, il contest organizzato dall’ambasciata israeliana in collaborazione con LUISS ENLABS. Contest che lo scorso anno è stato vinto da una delle startup del nostro portfolio, Atooma!

Capello ha poi illustrato brevemente il modello di LVenture Group, uno dei pochi VC quotati in borsa, che sta per lanciare un aumento di capitale da 4,9 milioni di euro, al quale tutti possono partecipare per continuare a sostenere la crescita delle startup innovative in Italia.

GamePix firma la partnership con Miia

GamePix, la startup che aggrega e distribuisce videogiochi, ha appena siglato una partnership con Miia, il produttore di dispositivi elettronici.

Grazie a questo importante accordo, gli utenti che acquistano un device Miia troveranno pre-installata l’applicazione “Miia Games” realizzata dalla startup da noi partecipata. Attraverso l’app gli utenti avranno immediatamente disponibili tre giochi gratuiti e, pagando una piccola quota, riceveranno l’accesso a un mondo di giochi sempre nuovi messi a disposizione da GamePix. Attualmente il portale gamepix.com ne conta oltre 15.000!

Questa collaborazione è il caso pilota del nuovo servizio offerto da GamePix chiamato EaaS – Entertainment as a Service – ha dichiarato Edouard Wawra CEO della startup, che ha poi aggiunto – Aziende, brand e siti web, potranno monetizzare e mantenere attivi i propri utenti grazie ai nostri videogames. Il servizio viene reso all’utente sotto forma di app, sezione di un sito web, widget o plugin ed è immediatamente disponibile”.

Luigi Capello, CEO di LVenture Group, ha commentato con soddisfazione l’accordo: “Non sono molto frequenti i casi in cui un’azienda leader nella distribuzione di prodotti elettronici come Miia chiude un accordo così importante con una giovane startup italiana – e ha poi aggiunto – Questo ci fa capire che anche in Italia qualcosa sta cambiando. GamePix è, infatti, una delle startup in cui abbiamo investito che sta riscuotendo risultati migliori: prima l’accordo con Nokia e Microsoft, Kaspersky e poi la partnership commerciale con Miia, testimoniano la maturità della proposta commerciale di questa startup, ormai pronta a spiccare il volo e aprirsi al fundraising internazionale”.

LVenture Group sigla una partnership con U-Start, boutique di advisory per investitori

L’accordo raggiunto costituisce una grande opportunità di crescita per le nostre 22 startup in portafoglio, che diventeranno 59 entro il 2017, secondo le previsioni del nostro Piano Industriale. È anche attraverso questo tipo di accordi strategici che supportiamo lo sviluppo internazionale delle startup, fino alle prime exit che prevediamo arriveranno a partire dal 2015”. Così Luigi Capello, CEO di LVenture Group, ha commentato l’accordo di partnership siglato tra il venture capital e U-Start, società che opera a livello internazionale in servizi di advisory per investitori in ambito seed ed early stage investment.

La partnership ha come scopo principale quello di favorire il contatto e gli investimenti tra le startup del nostro portfolio e gli investitori internazionali, agevolandone in questo modo l’espansione all’estero.

U-Start vanta un network di oltre 120 investitori europei, 80 partner tra acceleratori, incubatori e business service provider, attualmente è presente con team locali in Italia, Sud Africa, Brasile, Cile, Russia e Turchia, e nel 2014 aprirà un’ altra sede in Messico. Sulla piattaforma www.u-start.biz sono iscritte attualmente più di 500 società provenienti da 31 mercati globali.

Grazie all’accordo, le nostre startup in fundraising potranno iscriversi gratuitamente alla piattaforma www.u-start.biz, così da essere proposte agli investitori internazionali del network U-Start.

La U-Start Conference, nella sua tappa di Milano del 13 e 15 maggio, ospiterà al proprio interno l’Investor Day, l’evento che si svolge a conclusione del programma di accelerazione di LUISS ENLABS, società controllata da LVenture Group, per mettere in contatto le startup con nuovi potenziali investitori. L’incontro sarà dedicato alla presentazione delle startup Spotonway, Snapback, Zenfeed, wineOwine e Thingarage e si terrà il 14 maggio alle ore 14 a Milano, Piazza Città di Lombardia.

Siamo sempre alla ricerca di startup che abbiano un modello di business già testato, scalabile e pronto ad essere presentato agli investitori internazionali – afferma Stefano Guidotti, CEO di U-Start – Tutte caratteristiche che le startup LVenture Group più volte hanno dimostrato di avere. Da qui la decisione di entrambi di stringere un accordo formale che permettesse a U-Start di includere le startup di LVenture Group nel proprio portfolio, per offrire un servizio di qualità”.

Soundreef Live: l’alternativa alla SIAE per le performance degli artisti

Dopo il grande successo delle radio indipendenti negli esercizi commerciali, dal 6 maggio Soundreef ha lanciato Soundreef Live!, un servizio rivoluzionario e alternativo alla SIAE. L’idea è quella di offrire sia agli artisti che ai gestori dei locali un sistema più trasparente che riguarda la riscossione delle royalty sui live. La startup con base a Londra, nata per iniziativa di due italiani, Davide D’Atri e Francesco Danieli, è arrivata dal 2011 a raggiungere oltre 145 milioni di persone al mese in 11 paesi al mondo.

Con questo progetto pilota, co-organizzato con Patamu.com – piattaforma per la tutela dal plagio – Soundreef permette di creare un borderò alternativo a quello burocratico della SIAE. Il processo prevede la normale gestione del cachet tra i musicisti e il gestore, mentre sarà Soundreef a gestire l’aspetto che tipicamente riguarderebbe il borderò SIAE. La startup, infatti, si interfaccerà con il gestore, per riscuotere e redistribuire la percentuale dei diritti d’autore. Agli autori viene redistribuito il 68% di quanto Soundreef riscuote come riscossione royalty. Sono già 30 gli artisti coinvolti nel progetto pilota e supportati dal partner Patamu, che ha offerto loro consulenza e curato la loro gestione e formazione.

Il meccanismo del servizio è semplice: una volta effettuata la registrazione gratuita, l’artista stabilisce su un calendario le sue prossime esibizioni, compilando online un borderò digitale dei brani che si intendono eseguire e in base al quale le royalty verranno versate agli autori ed editori delle composizioni: entro sette giorni dallo svolgimento dello spettacolo, Soundreef garantisce un report completo su presenze e guadagni maturati che vengono poi versati a scadenza trimestrale, cioè entro un massimo di 90 giorni.

Una altro vantaggio di Soundreef Live! è che prevede 60 giorni per esercitare il diritto di recesso, qualora la band non si trovasse bene conseguentemente all’iscrizione a Soundreef. Con la SIAE bisogna aspettare, in casi normali, fino ad un anno, sostiene Soundreef.
Un progetto ambizioso, per un contesto creativo che, per essere valorizzato, necessita di essere alleggerito dal peso della burocrazia e valutato con maggiore flessibilità e trasparenza.

Concluse due operazioni di investimento per un totale di circa 100.000 Euro a favore di Netlex e Interactive Project

È con questa operazione che Netlex, recentemente costituita, entra a far parte del portafoglio LVenture Group, che con il suo ingresso arriva a contare 22 startup. Netlex è una piattaforma online che permette ai professionisti del settore legale di gestire tutta l’attività tipica di uno studio legale – incluso l’accesso telematico ai tribunali per il deposito ed il download degli atti e il monitoraggio delle scadenze – in modo da sincronizzare le agende, scaricare le pratiche aperte con i tribunali e gestire l’attività quotidiana. La startup ha ricevuto complessivamente un investimento di 300.000 Euro – che sarà destinato ad attività di formazione e di marketing su tutto il territorio nazionale – al quale, oltre hanno partecipato anche il Fondo POR FESR I.3 per il Venture Capital della Regione Lazio gestito da FILAS e tre business angel.

Interactive Project – startup già nel portafoglio LVenture Group – ha chiuso un ulteriore round di investimento con LVenture Group e il Fondo POR FESR I.3 per il Venture Capital della Regione Lazio gestito da FILAS. Interactive Project opera nel promettente mondo del mobile gaming e sviluppa e pubblica giochi focalizzati sugli sport motoristici e sul racing. Ad oggi ha già pubblicato due giochi su web e mobile con il brand MyGPTeam; in particolare, MyGPTeam Turbo è stato inserito tra i Selected Project a Game Connection America 2014. La startup è in procinto di pubblicare il terzo titolo su mobile, che uscirà in esclusiva su Windows Phone Store, finanziato con un grant da Microsoft e Nokia nel programma AppCampus. Le risorse raccolte consentiranno di proseguire nella crescita internazionale e nell’ampliamento del portfolio di giochi.